Pubblicato il 13 febbraio 2017.

Cartella di pagamento nulla se notificata con Pec

Il pdf allegato al messaggio di posta elettronica certificata non è un documento informatico e, quindi, non può essere considerato valido.

È nulla la cartella di pagamento inviata con Pec in quanto il pdf allegato non può considerarsi un valido documento informatico. È quanto chiarito dalla Commissione Tributaria Provinciale di Savona con due recenti sentenze che hanno dato ragione ai contribuenti difesi dal ragioniere Giuseppe Lepore.

Hanno appena pochi mesi di vita da quando sono state regolamentate dalla legge, che già le cartelle esattoriali notificate via Pec sono al centro di una aspra polemica giudiziaria. È vero, la legge dice che le cartelle di pagamento possono ben viaggiare sull’email di posta elettronica certificata dei contribuenti tenuti ad averne una (professionisti, ditte e società); ma il punto non è tanto il messaggio Pec in sé per sé (sulla cui autenticità non corre alcun dubbio proprio perché “certificato”), ma sull’uso dell’allegato in pdf contenente la cartella vera e propria. Difatti, secondo l’orientamento giurisprudenziale che si sta affacciando negli ultimi tempi, il pdf non è che una copia meccanica e non già un documento informatico. Esso quindi non avrebbe alcun valore e, pertanto, non potrebbe costituire presupposto di valida notifica. Ed è proprio quanto affermato dalla CTP ligure. Limitandrsi a “scannerizzare” la cartella e a trasformare il file in pdf, allegandolo alla Pec, al pari di una normale fotocopia che potrebbe essere ottenuta con una macchina fotocopiatrice, non è considerata prova documentale se contestata. La normativa stabilisce che si può parlare di documento informatico solo ed esclusivamente quando lo stesso sia munito di firma digitale, elemento indefettibile che, in forza del codice dell’amministrazione digitale, assicura al documento stesso i requisiti di «qualità», di «sicurezza», di «integrità» e di «immodificabilità».

Fonte: http://www.laleggepertutti.it/